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Controllo dei dipendenti da parte di agenzie investigative e licenziamento

La Suprema Corte di Cassazione, con ordinanza n. 15094 dell’11 giugno 2018, si è occupata di un licenziamento intimato ad un lavoratore a seguito di un controllo, tramite di un’agenzia investigativa, sulla esecuzione della prestazione di lavoro.

Nel caso in questione il lavoratore si occupava di ispezionare i cantieri, per cui la sua attività si svolgeva prevalentemente al di fuori dei locali aziendali e le verifiche dell’agenzia avevano accertato la mancata esecuzione dei compiti di verifica e controllo affidati allo stesso.

Per la Corte, il controllo di un’agenzia investigativa non può in nessun caso riguardare né l’adempimento né l’inadempimento dell’obbligazione contrattuale del lavoratore di prestare la propria opera, ma deve limitarsi agli atti illeciti del lavoratore non riconducibili al mero inadempimento dell’obbligazione (si veda anche Cass. n. 9167/2003).

La Corte ha inoltre ribadito che il divieto di controllo sull’attività lavorativa vige anche nel caso di prestazioni lavorative svolte al di fuori dei locali aziendali, ferma restando l’eccezione rappresentata dai casi in cui il ricorso ad investigatori privati sia finalizzato alla verifica di comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti (come l’esercizio durante l’orario lavorativo di attività retribuita in favore di terzi, su cui Cass. nn. 5269 e 14383 del 2000).

 

Foto di Kaique Rocha: https://www.pexels.com/it-it/foto/fotocamera-nera-che-cattura-un-altra-fotocamera-90368/

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