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Decreto Lavoro 2026: incentivi, bonus ZES e controlli

Dal 1° maggio è entrato in vigore il nuovo Decreto Lavoro, che ha introdotto una serie di misure strategiche per le politiche in materia di assunzione delle aziende italiane.

Il Decreto interviene infatti su temi centrali per la gestione del personale:

  • incentivi alle assunzioni;
  • bonus contributivi;
  • stabilizzazione dei rapporti di lavoro;
  • nuove regole sul trattamento economico dei lavoratori;
  • rafforzamento dei controlli ispettivi;
  • disciplina del lavoro tramite piattaforme digitali.

 

L’obiettivo dichiarato del legislatore è favorire l’occupazione stabile e contrastare fenomeni di precarizzazione, dumping contrattuale e utilizzo improprio degli incentivi.
Per le imprese, però, il Decreto non rappresenta soltanto un’opportunità di riduzione del costo del lavoro: introduce anche nuovi vincoli operativi, requisiti stringenti e controlli sempre più automatizzati. Vediamo nel dettaglio le principali novità.

 

 

Bonus Donne 2026: esonero contributivo fino a 800 euro al mese

L’articolo 1 del Decreto introduce un nuovo incentivo dedicato all’assunzione stabile di donne considerate “svantaggiate”.

Chi può beneficiare dell’incentivo?
L’agevolazione riguarda le assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 di donne:

  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
    oppure
  • prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 12 mesi e appartenenti alle categorie di lavoratori svantaggiati individuate dal Regolamento UE n. 651/2014.

 

Quanto spetta?
Il beneficio consiste in:

  • esonero contributivo del 100%;
  • per un massimo di 24 mesi;
  • fino a 650 euro mensili per lavoratrice.

Per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica del Mezzogiorno, il limite massimo sale a:

  • 800 euro mensili.

 

Restano esclusi:

  • premi INAIL;
  • lavoro domestico;
  • rapporti di apprendistato.


Incremento occupazionale netto: il vero nodo degli incentivi. Uno degli aspetti più rilevanti del Decreto riguarda la necessità di garantire un incremento occupazionale reale.
Per accedere agli incentivi:

  • il numero dei lavoratori occupati deve aumentare rispetto alla media dei 12 mesi precedenti;
  • il calcolo tiene conto anche dei rapporti part-time;
  • vengono considerate anche eventuali riduzioni di personale in società collegate o controllate.


Questo significa che:
non sarà sufficiente assumere un lavoratore per ottenere automaticamente il beneficio. Le aziende dovranno verificare preventivamente l’effettivo incremento della base occupazionale.

 

 

Bonus Giovani 2026: incentivo per under 35

L’articolo 2 introduce un nuovo bonus destinato alle assunzioni stabili di giovani under 35.

In cosa consiste?
Per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate nel 2026:

  • esonero contributivo del 100%;
  • fino a 500 euro mensili;
  • per 24 mesi.


Nelle aree ZES agevolate:

  • il limite sale a 650 euro mensili.


Requisiti richiesti
Il lavoratore:

  • non deve aver compiuto 35 anni;
  • deve risultare privo di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
    oppure
  • appartenere a categorie di lavoratori svantaggiati previste dalla normativa europea.

Anche in questo caso:

  • è richiesto l’incremento occupazionale netto;
  • non devono esserci stati licenziamenti economici nei 6 mesi precedenti;
  • il bonus non è cumulabile con altri esoneri contributivi.

 

 

Bonus ZES 2026: agevolazioni per microimprese del Mezzogiorno

Tra le novità più interessanti del Decreto rientra il nuovo Bonus ZES 2026.

A chi è rivolto?
L’incentivo è riservato alle aziende che:

  • occupano fino a 10 dipendenti;
  • assumono presso sedi operative situate nelle regioni della ZES unica.

 

Quanto vale il beneficio?
È previsto:

  • esonero contributivo del 100%;
  • fino a 650 euro al mese;
  • per 24 mesi.

 

Quali lavoratori possono essere assunti? L’incentivo riguarda:

  • lavoratori over 35;
  • disoccupati da almeno 24 mesi.

 

Anche per il Bonus ZES:

  • serve incremento occupazionale netto;
  • sono previsti vincoli anti-abuso;
  • il beneficio può essere revocato in caso di licenziamento nei 6 mesi successivi.
  • Incentivi per la trasformazione dei contratti a termine

 

 

Stabilizzazione dei rapporti di lavoro

Cosa prevede la misura?
Dal 1° agosto al 31 dicembre 2026:

  • esonero contributivo del 100%;
  • fino a 500 euro mensili;
  • per 24 mesi.

 

Quali trasformazioni sono incentivate? Solo quelle riguardanti:

  • rapporti a tempo determinato di durata complessiva non superiore a 12 mesi;
  • lavoratori under 35;
  • soggetti mai occupati prima a tempo indeterminato.

 

La trasformazione:

  • deve avvenire senza interruzione del rapporto;
  • deve riguardare contratti instaurati entro il 30 aprile 2026.


Va inoltre evidenziato che la misura è subordinata all’autorizzazione della Commissione Europea.

 

Nuovo principio di “salario giusto”

Uno dei passaggi più delicati del Decreto riguarda il rafforzamento del ruolo della contrattazione collettiva.

Secondo il nuovo impianto normativo:
il trattamento economico applicato ai lavoratori dovrà fare riferimento ai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative.

Cosa cambia concretamente?
Il Decreto collega direttamente:

  • corretto trattamento economico;
  • accesso agli incentivi;
  • accesso ai benefici contributivi.


Questo significa che:
le aziende che applicano contratti collettivi economicamente inferiori rispetto ai contratti “leader” del settore potrebbero perdere il diritto alle agevolazioni previste.
Il tema del dumping contrattuale entra quindi ufficialmente tra le priorità ispettive.

 

Il Decreto rafforza in modo significativo il sistema di monitoraggio dei dati retributivi e contributivi. Saranno coinvolti:

  • INPS;
  • Ispettorato Nazionale del Lavoro;
  • CNEL;
  • ISTAT;
  • INAPP.

 

L’obiettivo è creare sistemi interoperabili per:

  • verificare i trattamenti economici applicati;
  • monitorare i CCNL utilizzati;
  • individuare anomalie retributive;
  • contrastare fenomeni di dumping.

 

Le informazioni raccolte verranno utilizzate anche per:

  • programmare attività ispettive;
  • verificare l’accesso agli incentivi;
  • controllare il rispetto del principio di salario giusto.

 

 

Lavoro tramite piattaforme digitali: nuove regole per rider e piattaforme

Il Decreto interviene anche sul lavoro intermediato tramite piattaforme digitali.

Tra le principali novità:

  • obblighi di trasparenza sugli algoritmi;
  • diritto del lavoratore a ottenere spiegazioni sulle decisioni automatizzate;
  • obblighi di conservazione dei dati;
  • nuove sanzioni per utilizzo improprio degli account.
  • Presunzione di subordinazione

 

Particolarmente importante la previsione secondo cui:
quando emergono elementi di controllo organizzativo o eterodirezione esercitati tramite sistemi algoritmici, il rapporto di lavoro si presume subordinato.

Una novità destinata ad avere effetti rilevanti sul contenzioso lavoristico.

Attenzione: si attendono le circolari operative INPS
Sebbene il Decreto sia già entrato in vigore, le misure necessitano ancora delle istruzioni operative dell’INPS.

Le future circolari dovranno chiarire:

  • modalità di richiesta degli incentivi;
  • procedure telematiche;
  • criteri di compatibilità;
  • documentazione richiesta;
  • istruzioni operative per il recupero contributivo.

 

Per questo motivo sarà fondamentale monitorare i prossimi aggiornamenti interpretativi prima di procedere operativamente con le richieste di agevolazione.

 

 

Considerazioni finali

Il Decreto Lavoro 2026 introduce opportunità importanti per le imprese, soprattutto sotto il profilo della riduzione del costo del lavoro.
Tuttavia, l’accesso agli incentivi sarà strettamente collegato:

  • alla corretta gestione occupazionale;
  • all’applicazione dei contratti collettivi adeguati;
  • al rispetto dei requisiti contributivi;
  • alla capacità di dimostrare la reale crescita dell’organico aziendale.

In questo scenario, la pianificazione preventiva diventa essenziale.

Una gestione superficiale delle assunzioni o delle trasformazioni contrattuali potrebbe infatti comportare:

  • perdita degli incentivi;
  • recuperi contributivi;
  • contestazioni ispettive;
  • maggiori rischi di contenzioso.

Per questo motivo è consigliabile valutare preventivamente ogni operazione con il supporto di professionisti specializzati.

Per approfondire le novità del Decreto Lavoro 2026 o verificare l’accesso agli incentivi previsti per la tua azienda, il nostro Studio resta a disposizione.

 

Foto di Oleg Cervi da Pexels

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